Savigno
CENNI STORICI
Savigno fu abitata già nella preistoria, come dimostrano i reperti villanoviani rinvenuti sul suo territorio. L’antico nome dei Sabinium deriva forse da Saba o Sabie, uno dei nomi di Bacco nel mito del Sole. La valle del Samoggia fu a lungo contesa tra Bologna e Modena e teatro di scontri e battaglie. Un tempo tutta l’area era ricca di fortificazioni di cui restano solo testimonianze scritte: un castello si trovava sul colle che sovrasta la chiesa di Samoggia, un altro si trovava nell’attuale frazione di Rodiano, di proprietà della contessa Matilde di Canossa (le cronache riportano che resistette nel 1332 all’assalto dei Modenesi), il castello di Savigno sorgeva dove venne poi costruita la parrocchia di S. Stefano, anch’essa successivamente scomparsa. Fin dall’inizi del secolo XII, Savigno fu sottomesso a Bologna e governato da un visconte, che deteneva la giurisdizione civile, mentre a capo della comunità locale stava un massaro, a conferma della natura agricola della zona. Savigno è passata alla storia per il moto insurrezionale del 15 agosto 1843, quando alcuni patrioti affiliati alla Giovine Italia si ribellarono al governo pontificio. La repressione fu durissima: 116 cittadini furono sottoposti a giudizio e 19 condannati a morte. In paese un obelisco in arenaria, progettato e scolpito da Tullo Golfarelli, commemora l’evento.
IL TARTUFO
Il Tartufo è un fungo sotterraneo, formato da due componenti: la prima, la parte che si mangia, è il corpo fruttifero (o carpoforo), che viene prodotto dalle “radici” (il micelio vegetativo), la parte invisibile del fungo, cioè la seconda componente.Il carpoforo nasce quando c’è il clima favorevole a ciascuna specie di Tartufo, di solito fra l’autunno e la primavera. Può essere più o meno grande e di forma rotonda o irregolare, disposto a 10-40 cm di profondità. Sotto la scorza esterna, liscia o rugosa, c’è la polpa con i “semi” (le spore). Quando le spore sono mature, il Tartufo sviluppa un intenso odore, diverso per ogni specie, che serve per trovarlo e quindi per diffondere le spore e moltiplicarlo. Il carpoforo infatti è chiuso e deve essere aperto dagli animali che scavano, attirati dal profumo, per mangiarselo. Nel terreno, quando il clima è favorevole le spore di Tartufo germinano. Emettono cioè una rete di micelio, filamenti sottilissimi che perlustrano il suolo per trovare le radici adatte con cui formare una simbiosi. Le specie simbionti sono alberi, tranne il nocciolo, e ogni specie di Tartufo si lega solo ad alcune specie arboree e non ad altre. Il micelio del Tartufo avvolge la radice dell’albero come un manicotto, e vi penetra all’interno, formando una micorriza. Da qui, il Tartufo produce nuovo micelio che esplora il terreno per un centinaio di metri attorno. La micorrizazione è vantaggiosa sia per il Tartufo che per l’albero. Il Tartufo, come tutti i funghi, è incapace di svolgere la fotosintesi clorofilliana, cioè di nutrirsi da sé, e quindi riceve dall’albero le sostanze nutritive necessarie al suo sviluppo. L’albero attraverso il micelio del fungo riceve una maggiore quantità di acqua e sali minerali, diventando più robusto e sano. Dopo 3-10 anni dalla formazione della micorriza, il micelio produce il carpoforo. La micorriza dura per tutta la vita dell’albero simbionte, e di solito i Tartufi si ritrovano ogni anno nel medesimo luogo sotto le stesse piante, a patto che non vengano danneggiate. Da settembre a marzo, alcuni boschi diventano preziosi. Sono i “boschi da tartufo” o tartufaie, che accolgono i Tartufi pregiati. Perché possano continuare a produrre, questi boschi vanno salvaguardati dall’incuria e periodicamente puliti.
Come arrivare
Si raggiunge da Bologna percorrendo la strada Porrettana, poi la strada Bazzanese fino a Bazzano e di qui si devia per la strada del Samoggia.
Si raggiunge da Pistoia percorrendo la strada Porrettana fino a Vergato, poi in direzione Tolè > Savigno.
Indirizzi e numeri utili
Comune Di Savigno
40060 Savigno (BO) – Via G.marconi, 29 – 051 6700811
Biblioteca – Infopoint
40060 Savigno (BO) – Via G.marconi, 49 – 051 6708749
Farmacia Montanari
40060 Savigno (BO) – Via Marconi, 8 – 051 6708224
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